mercoledì 14 marzo 2012

Sono il cancro di me stessa.

Sono la pistola puntata alla tempia.

La vodka e gli ansiolitici che mi mandano a puttane l'organismo.
Sono la lametta che mi taglia in verticale i polsi.
Sono quel malessere interiore che mi logora l'anima e mi sgretola dentro.

E sono anche il mio antidoto.
Sono la medicina sperimentale, sono le pillole antipanico, sono i punti che mi tengono insieme le vene, sono la lavanda gastrica.
Sta a me.
Sta solo a me.
Da me dipende la mia felicità.
Da me dipende la mia tristezza.
Io io io io io sono il centro del mio mondo.
Io io io io io sono il nucleo delle mie emozioni.
Voglio essere felice.
Voglio essere soddisfatta di me stessa.
E lo sarò.

Oggi ero 47.3.
Oggi binge.
Da domani si ricomincia.
Per la centesima voltama si ricomincia.

vi amo.
elle


21 commenti:

  1. Fosse la centesima per me...io "ricomincio" ogni giorno da due anni.
    Comunque oggi ho digiunato e sto benissimo... magari la prossima settimana aggregati se puoi, credo ti possa fare bene.

    Un abbraccio
    Victoria

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  2. Dopo aver curato le ferite ci si rialza sempre...
    e adoro la tua voglia di ricominciare..
    ma non adoro le lavande gastriche (lametta)
    Io ci sono uscita ma mi ha lasciato cicatrici indelebili ...

    ti stringo forte ,Kyle

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  3. finchè si ha la forza di rialzarsi, vuol dire che ne vale la pena no?
    è questo l'importante, ti stringo cucciola

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  4. Amore mio, sai che mi fa piangere leggere certe cose...perchè hanno inventato questa sofferenza chiamata "binge"? Chi ha inventato l'autodistruzione? Continuiamo a farci del male...e alla fine rialzarsi è sempre durissima. Siamo forti se ci riusciamo, ma allora dobbiamo smetterla di aggrapparci a qualcosa che ci distrugge, come se ci salvasse, perchè non è nè sarà mai così...Io oggi mi sono mangiata una mazzata di schifezze, e ancora adesso vorrei fiondarmi di là e svuotare il frigo come una debole solo per annullarmi completamente...invece voglio digiunare. Voglio riuscirci, e domani uccidermi di palestra per rimediare a questo scempio. Oggi ho guardato la mia pelle e avrei voluto piangere, quanto male mi sto facendo. Alla fine i nostri volti parlano da soli, e noi non possiamo più zittirli.
    Ti sono vicina con tutto il cuore.
    Un abbraccio immenso.

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  5. l' importante non è se è la prima, la centesima o la millesima volta. L' importante è che si RICOMINCIA.

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  6. quanto è frustrante dire "da domani riparto da zero".. vorrei poterti aiutare per dare un cazzo di taglio a questo circolo vizioso..
    ti sono vicina

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  7. hai ragione
    tutto dipende da noi
    siamo noi e nessun altro
    ma quanto cazzo è difficile essere noi...
    ti stringo
    Bianca

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  8. "cadi 7 volte, rialzati 8" è così che dice il detto, e bisogna applicarlo sempre.
    Ti auguro di farcela.

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  9. si rincomincia troppe volte...

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  10. Noi siamo quelle che non smettono mai di combattere. MAI.
    Ti stringo.

    edie

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  11. questo mio modo di essere così attira le persone..
    la cosa non mi elettrizza particolarmente ma è così.

    Ricomincerai più forte di prima, sicuramente.
    forza elle!

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  12. "Chi è causa del suo male pianga se stesso" : hai pienamente ragione, dipende tutto da noi.

    Cadere, rialzarsi e cadere nuovamente... E' estenuante ma dobbiamo farlo, siamo incapaci di smettere. E' un terribile circolo vizioso, quasi un labirinto.

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  13. Sarai felicissima.
    Non sarai più triste.
    Sarai soddisfatta di te stessa.
    Ti stringo forte ♥

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  14. "Da me dipende la mia felicità."
    Già, dipende solo da te Elle...e se lotterai con tutte le tue forze, se sentirai nel più profondo di te stessa che si, devi farcela, la raggiungerai quella felicità.
    Un abbraccio piccola,
    ファイ

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  15. centesima millesima.. cosa importa? l'importante è rialzarsi e non rimanere mai a terra... quello che importa è solo oggi.. il resto appartiene al passato, rialzati il passato è andato.
    è da oggi che si ricomincia

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  16. Ciao, sono nuova qui e non ho nemmeno nulla in particolare da scrivere in questo commento. Volevo solo farti sapere che ti ho letta in silenzio per molto tempo e mi sono ritrovata in tantissime cose che hai scritto - oltrettutto, adoro il tuo modo di scrivere.

    Un bacio,
    Julien

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  17. Per saltare le verdure utilizzo l'olio d'oliva normale e ne utilizzo un cucchiaio, inizialmente bagnavo uno scottex e inumidivo appena la pentola, pero' avendo problemi ad andare in bagno ho deciso di utilizzare un cucchiaio d'olio perche' aiuta :p

    AHhahah non assaggio mai nulla perche' prepararli mi fa passare la fame, ti riempi di odori inoltre e' uno stimolo ad essere forti :) oggi pero' un biscotto lo sentiro' perche' voglio portarne qualcuno a degli amici e non voglio fare figuracce XD
    Bacione ♥

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  18. solo 77 fottuti giorni?
    ma che cristo.................

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  19. Forza cucciola, saremo perfette, saremo leggere come l'aria, nessuno ci potrà fermare. Ameremo noi stesse e non avremo più bisogno di nient'altro per essere soddisfatte. Felici.
    non mollare ♥

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  20. Leggendo il tuo post mi è venuto da pensare ad una poesia che ho scritto qualche anno fa... Questa:

    Una bomba interiore, che lo si voglia o meno
    È chiaro che mi faccia paura e che mi allarmi
    Perché è temibile come qualsiasi altro tipo di veleno
    Perché distrugge come tutte le altre armi

    La pistola è carica, il mio petto langue
    Tra il proteggermi e il combattermi troppe energie
    Disperdo
    Il volto, i capelli sono ricoperti di sangue
    È una guerra con me stessa per cui se vinco
    Perdo

    La difesa ed i nemici spesso si confondono
    Negli occhi vige un fastidioso ed irritante bruciore
    Se richiamo i miei soldati, questi non rispondono
    Non ci sono alleati
    Se la battaglia è interiore

    Da una parte uso la fionda
    Dall’altra un cappio stretto
    Mentre un occhio fa la ronda
    L’altro resta a letto

    È un conflitto delirante che sa solo infondermi
    Un senso di impotenza anche dentro al carro armato

    So dove trovarmi perché so dove andrò a nascondermi
    E m’inseguo inutilmente senza fiato

    Istinto di sopravvivenza contro istinto di autodistruzione
    Generano una guerra nel suo dramma comica
    Da una parte mi difendo, dall’altra ho l’ambizione
    Di gettare dall’aereo la spaventosa Atomica

    La tenda dei compagni è mostruosamente vuota
    E squarta i tramonti come fosse un vessillo
    Sciorinato in un delirio di origine a me ignota
    Che si trasforma nella mente nel millesimo
    assillo

    Probabilmente l’io-comandante inseguiva un’illusione
    Probabilmente l’io-dominante non ha trovato soluzione
    O forse semplicemente un io-mostro mi ha assediata
    E nei suoi occhi (pur essendo i miei) non mi sono
    identificata

    In una mano tengo il cerino
    dall’altra è pronto l’estintore
    mi sento solo un moscerino
    che ronza il suo dolore

    e pur essendo la mia fatica indecifrabile
    e spietata
    Chi mi guarda mi vede folle, troppo fragile
    E bloccata

    L’io-nemico mi ferisce e mi sotterra
    L’io-altro risponde pronto e tenace
    L’io-stanco vorrebbe ribellarsi a questa guerra
    E quello che prevale alla fine è l’io-incapace

    Così che quando al crepuscolo mi piego
    Sopra le zolle, distrutta da uno sforzo ignobile
    Senza un dio e senza un uomo ecco che prego
    Chiedendo a me di non rimanere così
    Immobile

    Poi vado al fuoco a riscaldare la solitudine
    Per ogni arco preparo qualche freccia
    Mangio un po’ d’aria, come consuetudine
    Per perdere la linfa e far restare
    La corteccia

    E il giorno dopo, il giorno dopo l’assedio
    Ed io pronta a pararmi e poi colpirmi
    Nella ricerca di un inutile rimedio
    Per far dire a me stessa ciò che mai ho saputo
    dirmi

    E c’è caos tra gli orizzonti rossi delle trincee
    Dove corro per trovare riparo
    E tutto questo confonde anche le mie idee:
    se lotto contro di me
    se non a me
    a chi sparo?

    E sono sempre lì. Ma lotta, la lotta che intendiamo, non è questa. La lotta che intendiamo è la quotidiana accettazione della nostra bellezza disarmonica contro mille e poi mille resistenze. È la corsa forsennata verso farfalle che non si lasciano acchiappare. Tra pietre e farfalle, pur di avere “qualcosa subito”, si possono raccogliere pietre all’infinito, riempirsi di immobilità e di morte all’infinito, in fondo sono più accessibili, non volano via, sono molto più rassicuranti. Ma la vita è qualcosa che sguiscia, che vuole essere inseguita, è qualcosa di leggero e fragile, solo sfiorarle un’ala può comportare la fine del suo volo. Eppure la morte non riempie mai. Lascia un vuoto simile al buco allo stomaco. Credo che sia la vita ciò di cui si ha fame.

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